Questo film ci mostra cosa accadrebbe a dare un iPhone in mano ad una scimmia: essa potrebbe sbatterlo in giro per testarne la resistenza, oppure farlo a pezzettini e poi provare a mangiarlo - ma sicuramente non si metterebbe a scaricare nuove App.
Fuor di metafora: l'iPhone è l'opera di Lovercraft da cui è tratta l'idea alla base del film - quella e solo quella, mi rifiuto di pensare che possano averne tratto qualche altra cosa, sarebbe un'insulto per Lovercraft - mentre la scimmia è ovviamente il regista, Stuart Gordon.
La trama è questa: uno scienziato (lolwut?) sessodipendente sadomasochista cerca un modo di stimolare la ghiandola pineale tramite delle vibrazioni per entrare in contatto con un'altra dimensione - probabilmente l'Oceano Atlantico, essendo quest'altra dimensione popolata principalmente da meduse e murene. Ci riesce, tutto va per il meglio, quando improvvisamente arriva una cosa schifosa che GLI MANGIA LA TESTA. Così a caso. Il suo assistente è Jeffrey Combs, il quale riesce a spegnere la macchina-delle-vibrazioni (leggi: supermegadildo) e a scappare. Viene arrestato e portato in manicomio perchè nessuno crede alla sua versione "non-l'ho-ucciso-io-è-stato-un-mostro-invisibile-che-gli-ha-mangiato-la-testa". Nessuno eccetto una psicologia - ovviamente figa - che se lo fa dare in cura e lo convince a ripetere l'esperimento insieme a lei e ad un negro facente funzione di guardia-del-corpo/rappresentante-della-legge/trama-del-film, Bubba (Ken Foree).
E questo Bubba meriterebbe un post a lui solo dedicato, visto che è uno dei personaggi migliori che io abbia mai visto su uno schermo insieme al protagonista di "Evil dead II" e a Roddy Piper in "They Live". Il suo ammicamento similpubblicitario dopo aver addentato una mela è la scena migliore di tutto il film, no competion.
Fatto sta che se la trama conserva una sua diciamo linearità nella prima metà del film, con questi tre improbabili personaggi che tornano a ripetere l'esperimento e incontrano il dottore a cui era stata mangiata la testa che si è tramutato in qualcosa di schifosamente indefinito, tipo un vermone di materiale organico gocciolante di schifezze con la faccia di Dario Fo, arrivati ad un certo punto questa linearità sparisce - probabilmente se Lovercraft avesse scritto qualche pagina in più non ci sarebbe stato questo problema - e lascia spazio alle comiche avventure di Jeffrey Combs che nel frattempo è diventato pelato e schiavo della sua ghiandola pineale che ora ha vita propria in forma di un simpatico serpentello che esce dalla sua fronte e gli comanda di mangiare cervelli (lolwut?) senza un cazzo di motivo. Frattanto la sexy psicologa è diventata sessodipendente (questo produce la stimolazione della ghiandola pineale?) ed è diventata una sexy baldracca vestita di latex la quale viene internata e quasi sottoposta all'elettroshock, riesce a liberarsi e torna a distruggere la macchina della vibrazioni ma non prima di essere passata da casa a cambiarsi (?).
Ovviamente non è che questa arriva e spacca la macchina, ovviamente no, c'è il sovrannaturale con cui fare i conti (dove per sovrannaturale intendo ancora una volta "Dario Fo versione ammasso di schifo"), con tutto il suo arsenale di meduse e murene volanti che non si capisce bene se scacciate o attirate dalla luce (forse entrambe le cose a seconda di come gli gira, essendo che durante il film si verificano entrambe le situazioni).
Non aggiungo altro, tipo note sulla regia, sugli effetti speciali (dove il termine speciale è usato esattamente con lo stesso valore che ha nella frase "Giacomo è un bambino speciale") e cose del genere, perchè non ne vale la pena.
In definitiva io pensavo che dopo aver visto "Atto di forza" non avrei più visto niente di paragonabile in quanto a trash: ecco, mi sbagliavo.