mercoledì 10 novembre 2010

E tu vivrai nel terrore - L'Aldilà

[En passant, qualche riga anche dal sottoscritto, l'altro curatore del blog. Come già detto recensiremo e parleremo solo esclusivamente di B-Movies perchè anche se non siamo Gianni Morandi ci piace molto la merda, cinematograficamente parlando ovviamente.
Riguardo a Ichi The Killer, aggiungerei che nel post precedente il mio esimio collega ha dimenticato di citare la figura del protagonista, a parer mio fottutamente epica: uno jakuza masochista - oltre che un giappo con i capelli biondo ossigenato, lol wut? - con dei tagli nelle guance che fan sì che le stesse siano tenute insieme da due anelli metallici che se rimossi ne provocano la caduta e l'allargamento esponenziale tipo espansione dell'universo della cavità orale, cosa che si dimostra tra l'altro molto utile in una particolare situazione. Non si può dimenticare questo, insomma.]

Ora, andrò a trattare il secondo film, un classico del genere: "E tu vivrai nel terrore - L'Aldilà" di Lucio Fulci. E già questo dovrebbe farci riflettere, un film horror-splatter o perlomeno un film che pretende di essere tale diretto dall'autore di "Ventiquattromila baci"?
Fatto sta che anche L'Aldilà ci regala delle perle, nonostante un finale estremamente WTF e alcune sviste madornali tipo la ragazza cieca che corre fuori da una casa seguita dal suo cane guida. La trama è confusa: qualcosa riguardo alle porte dell'inferno, una delle quali si troverebbe nella cantina allagata di uno squallido motel in non so che stato USA e verrebbe aperta facendo uscire non meglio specificate forze-del-male dando il via ad accadimenti soprannaturali, paradossali ed esilaranti. Per citarne alcuni: un'invasione di zombi ritardati cui nonostante ciò uno dei personaggi si ostina a sparare, ponziponzipopopo ti piace vincere facile, e un personaggio sbranato da un esercito di vedove nere.
Da citare la soundtrack di Fabio Frizzi, forse l'unica cosa di livello in tutto il film - senza ironia - con la superba "Voci dal Nulla" che purtroppo a fine film ti esce dagli occhi essendo onnipresente.
In sostanza, non male ma neanche bene, un 7 di incoraggiamento.

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